I gentili “brava gente”

La gentilezza intanto è stata derubricata a debolezza. Il solito gioco di spargere spasmi e disperazioni (vere, presunte o percepite) ha sdoganato la necessità di uomini duri e soli al comando relegando i “gentili” a brave persone non all’altezza della situazione, come se la pratica politica o dirigenziale debba per forza essere un agone di lacrime e sangue piuttosto che l’esercizio di pensiero lungo e visioni aperte.

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Nonni

Ti ricordi del grembiule di tua Nonna?

Il primo scopo del grembiule delle nonna era di proteggere i vestiti sotto, ma, inoltre: serviva da guanto per ritirare la padella bruciante dal forno; era meraviglioso per asciugare le lacrime dei bambini ed, in certe occasioni, per pulire le faccine sporche. Dal pollaio, il grembiule serviva a trasportare le uova e, talvolta, i pulcini! Quando i visitatori arrivavano, il grembiule serviva a proteggere i bambini timidi;

Quando faceva freddo, la nonna se ne imbacuccava le braccia. Questo buon vecchio grembiule faceva da soffietto, agitato sopra il fuoco a legna; era lui che trasportava le patate e la legna secca in cucina. Dall’orto , esso serviva da paniere per molti ortaggi dopo che i piselli erano stati raccolti era il turno dei cavoli.

A fine stagione, esso era utilizzato per raccogliere le mele cadute dell’albero; quando dei visitatori arrivavano in modo improvviso era sorprendente vedere la rapidità con cui questo vecchio grembiule poteva dar giù la polvere;

All’ora di servire i pasti la nonna andava sulla scala ad agitare il suo grembiule e gli uomini nei campi sapevano all’istante che dovevano andare a tavola. La nonna l’utilizzava anche per posare la torta di mele appena uscita dal forno sul davanzale a raffreddare; ai nostri giorni sua nipote la mette là per scongelarla. Occorrerà un bel po’ d’anni anni prima che qualche invenzione o qualche oggetto possa rimpiazzare questo vecchio buon grembiule.

Maurizio Magistri

Forse..

Forse la vita comincia dopo i 40, dopo le più grandi delusioni e i più grandi fallimenti.

Forse la vita, quella giusta, comincia con la consapevolezza che gli anni più belli li hai spesi rattristandoti per cose che non sarebbero mai state, rincorrendo persone che stavano già altrove da un pezzo e bruciando energie in sogni impossibili.

Forse la vita vera comincia quando capisci che non c’è niente di più prezioso di un buon amico al tuo fianco, del profumo del caffè al mattino, del poter camminare sulle tue gambe in piena autonomia.

Forse la vita quella che porta davvero a sentirti una persona completa e realizzata è quella che comincia quando capisci che nella “Semplicità del Quotidiano” c’è tutto ciò che serve per costruirsi un “Valido Futuro” …

Nessuno

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I materialisti si aggrappano ancora all’ego (coscienza di sè) come se fosse una proprietà, invece di usarlo come uno strumento. Da un punto di vista interiore, in termini psicologici, cerca di essere “nessuno”.

Parole..

Parole,parole,parole…

Si trattava soltanto di suonare un flauto eppure esclamava di non saperlo fare.

Pretendeva però di suonare me.

Voleva farmi cantare tutte le mie note,da quella più bassa ,alla più alta del mio registro!

Santo Cielo.Quell’omino ridicolo credeva davvero fossi più facile a suonare di un piffero?!

Ebbene la mia vera musica resterà sconosciuta per i più.

Potrà suonarla soltanto chi vibrerà con le mie corde.

Mio misero omaggio a William Skakespeare.

Sonia Santarelli.

Fottitene…

Neal: “Dobbiamo andare e non fermarci finché non siamo arrivati”.

Sal: “Dove andiamo?”

Neal: “Non lo so,ma dobbiamo andare”.

Un 5 settembre di oltre 70 anni fa il New York Times dedicava una brevissima recensione ad “On the road”, considerandolo alla stregua dell’esercizio giovanile di uno scrittore improvvisato.

Di lì a pochi anni il romanzo di Jack Kerouac sarebbe diventato il manifesto della Beat Generation vendendo oltre tre milioni di copie.

La morale è: fottetevene sempre di chi esercita la critica in maniera immotivata, pretestuosa e deliberatamente arbitraria.